NIENTE PANICO

di e con Luca Avagliano
scena a cura di Eva Sgrò
elaborazione audio Tommaso Andreini
ringraziamenti Astutillo Smeriglia, Michele Maione, Piattaforma CO.H, Daniela Marra, Simone Martini, Diego Venditti

Mirella ad un certo punto ha fermato il tempo: mi ha detto cresci, mi ha detto basta, mi ha detto non abbiamo più un futuro. Quindi ora sono solo, smarrito e in pigiama a vivere un’interminabile presente in cui ho un sacco di tempo per capire come non sentirmi solo, smarrito e in… no, il pigiama è comodo, elegante, indubbiamente da sera, perfetto per intrattenere gli alieni che eventualmente potrebbero venire a farmi visita.

Ma vivere un presente senza futuro significa davvero essere condannato a non crescere? Diventare un uomo significa rinunciare al gioco e alla fantasia?

“Estro o non Estro? Fantasia o serietà?” è questa la verità da accettare ma cos’è vero: ciò che è vero o cio in cui si crede?

E poi cosi vero che non si è mai dato da fare come dice mirella? Lui è convinto che ha provato a smuovere le cose e che ha cercato il suo posto nel mondo, ovunque, perfino dietro una lavastoviglie e nei posti più impensabili, non l’ha trovato.

Come funziona l’amore: E’ regolato dalle leggi di Coulomb in cui negativo e positivo si attraggono? Lei sempre seria seria, anzi seriosa, lui infantile e giocoso: Dovrebbero attrarsi! E ancora: il vicino di casa è posseduto dal demonio? Gli alieni esistono? Lui ci crede, anche se è frutto della sua immaginazione, quindi è vero.

Insomma, in questa inerzia, in questa inquieta tranquillità e reclusione domestica, un normalissimo essere umano, indossando il suo comodo pigiama, innesca un vorticoso, inarrestabile e impacciato susseguirsi di riflessioni, confessioni, possessioni e canzonzoni alla ricerca di come sia arrivato ad avere paura di tutto e tutti, di come non farsi più prendere dal panico e di che cosa sia reale e concreto.

Un incontentabile flusso d’incoscienza che spazierà dalla poesia al catechismo, dalla scienza alla saggezza popolare, dalla psicanalisi, all’equitazione, dall’amore a…gli alieni, forse unica via d’uscita e di salvezza, anche se, restando fermo immobile in atesa di un raggio traente, è facile farsi prendere dal panico… magari basterebbe correre per non farsi prendere, e, usando, potrebbe anche accorgersi di non essere cosi solo nell’universo.

Un monologo, insomma, comico e disperato, intimo e interagente sotto il segno di un logico nonsenso, e, involontariamente, patafisica… ovvero la scienza delle soluzioni immaginarie.

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